Comunicazioni dal mondo Secure Consulting
Il 2 gennaio 2026 il Ministero del Lavoro ha comunicato la pubblicazione della Legge 29 dicembre 2025, n. 198, che ha convertito con modificazioni il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di uno degli aggiornamenti normativi più rilevanti di inizio 2026.
Tra le novità di maggiore interesse ci sono il rafforzamento delle regole nei cantieri, la previsione del badge di cantierecon codice univoco anticontraffazione, il potenziamento del sistema della patente a crediti e l’utilizzo, da parte dell’INL, anche delle informazioni contenute nel Portale nazionale del sommerso per la gestione delle decurtazioni nei casi previsti. La norma prevede inoltre che, per alcuni illeciti, le nuove decurtazioni si applichino agli illeciti commessi dal 1° gennaio 2026.
Il provvedimento rafforza anche il sistema dei controlli: il Ministero segnala l’autorizzazione, per il triennio 2026-2028, all’assunzione a tempo indeterminato di 300 ispettori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’incremento dell’organico del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro di 100 unità. Sono inoltre previsti interventi in materia di prevenzione e formazione, con il trasferimento da INAIL al Fondo sociale per occupazione e formazione di risorse annuali non inferiori a 35 milioni di euro a decorrere dal 2026.
Per le imprese questo significa una cosa molto concreta: nel 2026 la sicurezza sul lavoro non è solo un tema di adempimenti formali, ma un’area in cui si intrecciano più controlli, più strumenti di tracciabilità e maggiore attenzione alla qualificazione delle imprese che operano in contesti ad alto rischio.
Tra le novità più recenti in materia di sicurezza sul lavoro c’è l’adozione del Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026, approvato con Decreto del Ministro del Lavoro 12 febbraio 2026, n. 20 e presentato dal Ministero il 23 febbraio 2026. Il Piano è immediatamente attivo e coinvolge, in un’azione coordinata, Ministero del Lavoro, INAIL e Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Il Piano 2026 punta a rafforzare la cultura della prevenzione attraverso quattro direttrici molto chiare: aggiornamento continuo rispetto al lavoro che cambia, diffusione della responsabilità, definizione di regole comportamentali precise e rafforzamento della vigilanza nei luoghi di lavoro. Il documento insiste inoltre su prevenzione, formazione, sensibilizzazione e contrasto alle irregolarità.
Per le imprese questo aggiornamento è importante perché segnala la direzione delle politiche pubbliche del 2026: più attenzione a controlli, formazione, responsabilità organizzativa e qualificazione delle imprese. Nel Piano, inoltre, si richiama anche il lavoro in corso sui crediti aggiuntivi della patente a crediti, confermando che il sistema è ancora in evoluzione sul piano attuativo.
Nel 2026 uno dei temi ambientali più attuali per le imprese è la gestione operativa del FIR digitale all’interno del sistema RENTRI. Sul portale ufficiale, il RENTRI ricorda che i servizi per la gestione del formulario in formato digitale sono attivi e che il quadro operativo è entrato in una fase particolarmente importante per produttori, trasportatori e destinatari.
Un primo passaggio chiave è rappresentato dal 13 febbraio 2026, data da cui il formulario di identificazione del rifiuto è emesso e gestito in modalità digitale secondo quanto richiamato dal portale RENTRI. Successivamente, il sistema ha anche chiarito la cessazione delle cosiddette modalità operative di sicurezza: dal 14 aprile 2026 è stato ripristinato l’utilizzo ordinario dei servizi digitali e non è più consentito ricorrere alle modalità straordinarie previste nei mesi precedenti.
Allo stesso tempo, il portale ufficiale segnala un aspetto molto rilevante per la gestione quotidiana: fino al 15 settembre 2026 il FIR può ancora essere emesso in formato cartaceo come alternativa al formato digitale, e le sanzioni relative alla mancata o incompleta trasmissione al RENTRI dei dati contenuti nei formulari si applicano a decorrere dal 15 settembre 2026. È un chiarimento importante, perché consente alle imprese di organizzare il passaggio operativo con maggiore attenzione, senza sottovalutare però la necessità di arrivare preparate alla piena applicazione del sistema.
Un altro segnale molto utile arriva dall’attività di supporto pubblicata sul sito ufficiale: RENTRI ha avviato anche un ciclo di 11 webinar gratuiti tra aprile e luglio 2026, dedicati agli aspetti operativi della piattaforma e degli applicativi. Questo conferma che, oggi, il tema non è capire cos’è il RENTRI, ma come usarlo correttamente nella pratica, gestendo in modo ordinato formulari, procedure interne e responsabilità lungo tutta la filiera.
Per le aziende il messaggio è semplice: il 2026 è l’anno in cui conviene verificare subito organizzazione interna, ruoli, istruzioni operative e gestione documentale, così da arrivare pronte alle prossime scadenze senza criticità applicative.
Fonte ufficiale: portale RENTRI – News ed eventi.
INAIL ha pubblicato il nuovo documento “La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato – Modulo contestualizzato al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica”.
Il documento introduce strumenti integrativi pensati per aiutare le aziende a valutare meglio i rischi psicosociali collegati alle nuove modalità di lavoro: smart working, telelavoro, lavoro a distanza, utilizzo intensivo di strumenti digitali, gestione dei gruppi da remoto, iperconnessione e bilanciamento tra vita privata e vita lavorativa.
La novità non sostituisce la metodologia INAIL 2017, ma la aggiorna con un approfondimento specifico sui cambiamenti organizzativi degli ultimi anni. INAIL chiarisce infatti che le aziende devono continuare a fare riferimento al percorso metodologico già previsto, integrandolo, dove opportuno, con i nuovi strumenti dedicati al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica.
La principale novità riguarda l’integrazione della valutazione stress lavoro-correlato con aspetti ormai centrali nell’organizzazione aziendale: lavoro da remoto, strumenti digitali, coordinamento a distanza, iperconnessione e diritto alla disconnessione. Per le aziende è un’occasione utile per verificare se la valutazione esistente descrive ancora in modo corretto l’organizzazione reale del lavoro.Rispetto al metodo precedente, il nuovo modulo consente di approfondire in modo più mirato:
- lavoro da remoto, smart working, telelavoro e lavoro a distanza;
- uso delle tecnologie digitali nei processi aziendali;
- iperconnessione e possibile tecnostress;
- equilibrio tra vita privata e vita lavorativa;
- formazione e supporto all’uso degli strumenti informatici;
- modalità di coordinamento, controllo e comunicazione nelle attività svolte fuori sede.
INAIL ha inoltre aggiornato la piattaforma online per consentire l’inserimento e l’elaborazione dei dati relativi agli strumenti aggiuntivi dedicati a lavoro da remoto e innovazione tecnologica. La parte standard della valutazione approfondita mantiene i 35 item del Questionario strumento indicatore; i nuovi strumenti aggiungono approfondimenti su lavoro da remoto, innovazione tecnologica e bilanciamento vita-lavoro.
Consulta la pagina ufficiale INAIL
https://www.inail.it/content/dam/inail-hub-site/documenti/catalogo-generale/2025/04/La%20metodologia%20per%20la%20valutazione%20e%20gestione%20del%20rischio%20SLC.pdf
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